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Il Mediterraneo tra quattro mura: vi raccontiamo il nostro viaggio nel mare...della storia!

2021-11-15 17:28

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Il Mediterraneo tra quattro mura: vi raccontiamo il nostro viaggio nel mare...della storia!

14 novembre 2021 - Visita al Museo delle Navi Romane.Volete sapere come è andata? Beh, è stata decisamente una domenica mattina con..."i piedi in acqua"! 

14 novembre 2021 - Visita al Museo delle navi Romane.



Volete sapere come è andata?



Beh, è stata decisamente una domenica mattina con..."i piedi in acqua"!  ☔⛵



Scopriamola insieme!




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Sì, è proprio il caso di prenderci in parola! La nostra mattinata al Museo l'abbiamo trascorsa


letteralmente 

con i piedi nell'acqua perché il meteo non è stato dei migliori.



Ma non ci siamo fatti scoraggiare dalla pioggia!



Il dottor


Renato Sebastiani

, archeologo e responsabile scientifico del Museo, ha anzi approfittato degli ultimi minuti di tempo stabile per introdurre la sua spiegazione all'esterno.



Parte così il primo dei tre gruppi e il nostro viaggio attraverso i secoli.



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Ed è proprio qui che ci viene svelato il


VERO MOTIVO

per cui ci trovavamo nei piedi nell'acqua. Il Museo delle Navi di Fiumicino è stato costruito proprio nel luogo in cui le navi sono state rinvenute. E si tratta del


bacino portuale di Claudio e Traiano

, il più grande porto dell'Impero Romano, risalente al I secolo d.C. Questo vuol dire che...lì dove vedevamo erba, cemento, automobili e strade, circa 2000 anni fa


non c'era altro che MARE!

Un cambiamento nella morfologia del territorio a dir poco straordinario, ed altrettanto straordinario è il modo in cui i porti imperiali funzionavano alla perfezione.



Ma solo all'interno del sito storico, tra resti di imbarcazioni ed altri oggetti legati al sorprendente mondo della navigazione, abbiamo potuto capirlo.


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Era il 42 d.C. quando l'imperatore Claudio decise di avviare a nord di Ostia la costruzione di un imponente porto che avrebbe portato il suo nome. Quando quest'area fu soggetta ad insabbiamento, si decise per la costruzione del porto di Traiano, tra il 100 e il 112 d.C. Il nuovo portò ampliò il precedente e riutilizzò alcune sue strutture, come il faro e le banchine.



Siamo nell'epoca dei grandi commerci internazionali. Siamo nell'epoca in cui la crescita demografica della capitale non si ferma ed urgono merci, prodotti, culture che vengono da lontano. Ed è così che il porto di Traiano, pensato come scalo mercantile di Ostia, diventa così importante da accaparrarsi quasi tutti i movimenti commerciali e di transito di Roma.


Tutto questo non sarebbe mai esistito senza la darsena, i canali interni, il magnifico bacino esagonale di Traiano (visitabile oggi all'interno dell'Oasi di Porto), i magazzini di stoccaggio delle merci, le banchine, ma soprattutto...senza loro, le vere protagoniste del posto: LE NAVI ROMANE.


I loro relitti sono imponenti, si vedono già dall'ingresso del Museo e, a guardarli, non si direbbe che siano passati MILLENNI.
Ancora una volta, il dottor Renato Sebastiani ci ha illustrato le strutture delle navi, le loro diverse caratteristiche a seconda dello scopo che avevano, le preziose tecniche costruttive dei navigatori romani...


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L'ultima foto è emblematica: si nota perfettamente la loro grandezza!



Niente era lasciato al caso e si considerava ogni minimo dettaglio, dal tipo e quantità di merci che dovevano essere trasportate, al tipo di viaggio che dovevano affrontare (mare aperto o canali interni) e lo scopo (navi da pesca, da commercio, da guerra, etc.)



Ma non solo! Nel Museo sono conservati anche oggetti di uso quotidiano, che hanno comunque a che fare con i Porti.



Un esempio è il


Sesterzio di Traiano


coniato fra il 112 e il 114 d.C., per celebrare la realizzazione del nuovo impianto portuale. 
Il sesterzio fu acquistato dalla Pro Loco di Fiumicino A.P.S. con il generoso contributo economico dei cittadini di Fiumicino ed è esposto nella nostra sede principale (Piazza Grassi, 12) e, per qualche settimana, al Museo. Eccolo qui!

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Senza i lavori per la costruzione dell'aeroporto di Fiumicino, sul finire degli anni '50 del secolo scorso, non avremmo mai scoperto questi preziosi resti.



E senza studiosi, architetti, archeologi e tantissimi altri professionisti, non saremmo qui ad ammirarli.



Grazie

al Parco Archeologico di Ostia Antica, grazie a Renato Sebastiani per averci coinvolti e grazie a tutti voi che potete riconoscervi in queste foto e che avete partecipato!




Potete commentare questo articolo insieme a noi e raccontarci le vostre impressioni.



Alla prossima! 

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